Piccole soddisfazioni tardive

marzo 14, 2013 11 commenti

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Premetto che sono perfettamente consapevole che il vero sconfitto sono io. Il mio blog è praticamente morto. E con esso tutti i suoi contenuti informativi, mentre Massimiliano Frassi con la sua associazione vittime della pedofilia (pensata sul modello della statunitense SNAP) vive un ottimo momento.

In ogni caso non posso nascondere che oggi le mie piccole soddisfazioni “tardive” me le sono prese.

Uno strano caso del destino, o forse un regista volontario (ed anche un poco sadico), ha infatti permesso che oggi al tribunale di Bologna si giocassero entrambi gli atti di una partita iniziata nell’estate di 3 anni fa.  A fine Giugno il mio blog venne oscurato dalla Procura di Bergamo, su mandato del PM Mancusi, che rispondeva ad una querela di Massimiliano Frass del 2007 (Aprile per la precisione).

Non contento Massimiliano Frassi una ventina di giorni dopo, spedì via mail al giornale online Paconline, attraverso i buoni uffici delle dottoressa Calicchia, responsabile dell’ufficio stampa del Comune di Latina, una propria intervista fatta da un giornalista rimasto sconosciuto (evidentemente era onorato alquanto di aver potuto intervistare di persona il Presidente di Prometeo) in cui si lasciava andare a giudizi poco lusinghieri verso la mia persona con l’aggravante di aggiungere fatti falsi.

Da qui la mia querela e la conseguente decisione della procura di Bologna di procedere contro Frassi e Calicchia.

Lo scontro legale di oggi ebbe un preambolo un anno fa quando fa nell’udienza preliminare del processo in cui ero imputato (quello voluto da Mancusi) venne spostato a Bologna (ove risiedo) per competenza territoriale.

Ma veniamo ad oggi. Io ero presente di persona da buon indagato, mentre Frassi e Calicchia non erano presenti.

Alle 10.30 del mattino iniziava ufficialmente il processo che mi vedeva imputato di diffamazione nei confronti di Massimiliano Frassi. Alle 11.22 il processo era già finito con l’archiviazione disposta dal dottor Scarpa per vizio di querela. Il mio vecchio blog (o meglio, quello che ne resta) dissequestrato. Appena avrò la sentenza la metterò online.

Subito dopo ci si spostava in un’altra aula. Il legale di Calicchia non era presente, e per sopperire a questa mancanza veniva nominato un avvocato presente in corridoio che la rappresentasse.

Dopo circa 30 minuti Frassi e Calicchia venivano rinviati a giudizio per diffamazione nei miei confronti. Il processo inizierà nel 2015 (credo gennaio, ma non ne sono sicuro).

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P.S: La foto che vedete, quella del tifoso con la scritta godo, è di pessimo gusto. Ma è la stessa che Frassi mise nel suo blog alla notizia della condanna definitiva di Valerio Apolloni che io continuo a ritenere vittima di un terribile errore giudiziario.

Piccole soddisfazioni tardive…..

Punto a Capo online mi scrive

settembre 5, 2010 9 commenti

Scrivo come Direttore Editoriale del quotidiano Punto a Capo Online (www.paconline.it), finito involontariamente e inconsapevolmente in questa vicenda, trascinato dalla mala fede di alcuni protagonisti della stessa.
E’ bene precisare alcune cose, anche alla luce di una sorta di campagna in atto da vari blogger vicini al SIgnor Zanetti, che non solo ci dipingono come ‘complottatori’ insieme a non si sa bene chi, contro il Zanetti stesso (che scusate, ma fino a ieri non sapevamo neanche che esistesse!), ma che in qualche blog addirittura insinuano che siamo stati pagati per pubblicare quell’articolo contro Zanetti.
Altri affermano ancora che abbiamo tolto gli articoli per paura di una querela da parte di Frassi oppure ci insultano gratuitamente dalle pagine di vari blog.
Credo che sia giusto spiegare per esteso come stanno le cose, non adducendo una interpretazione dei fatti, ma con documenti e carte alla mano, che in questo caso sono le mail scambiate con le parti in causa e le registrazioni delle telefonate fatte. Premetto questo, visto che le parti in causa minacciano querele a spron battuto ogni qual volta li si nomini. Quindi voglio precisare che tutto quanto qui di seguito riportato può essere documentato e comprovato.

Il Comunicato in questione è arrivato in Redazione nel periodo di chiusura per le vacanze. Eravamo tutti in ferie e uno dei collaboratori si era preso l’incarico di aggiornare comunque il giornale con qualche articolo un paio d’ore al giorno da casa.
Vorrei specificare che nel nostro giornale siamo tutti volontari (compresa la sottoscritta ed il Direttore Responsabile), nessuno prende una lira perché non abbiamo entrate e facciamo questo mestiere con passione, perché ci crediamo.
Non vendiamo articoli a pagamento, non facciamo ‘marchette’ come ha scritto qualcuno, e diamo spazio a tutti, come chi legge il giornale sa bene, perché crediamo nella libertà d’informazione.
Detto questo, non abbiamo la pretesa di essere infallibili e qualche volta sbagliamo anche noi, soprattutto a concedere credito a chi approfitta della linea del giornale e la sfrutta per fini tutt’altro che limpidi.
Credo sia proprio questo il caso accaduto al Signor Zanetti, purtroppo.

Complice la poca esperienza, il nostro collega, vedendo che il Comunicato arrivava dall’Ufficio Stampa del Comune di Latina, ha pensato fosse un comunicato istituzionale.
Vorrei anche spiegare che il suddetto Ufficio Stampa, si presta a tale confusione in quanto i comunicati inviati dal Comune non riportano mai la dicitura del Comune o lo stemma comunale o un qualsiasi tipo di carta intestata. Semplicemente sono testi scritti e non formattati, al massimo in allegato word o con delle foto. Possiamo anche discutere sulla professionalità della cosa, ma non è questo il momento, questa precisazione serve solo a far capire come le comunicazioni che arrivano da questo ufficio non possano essere distinte come ‘istituzionali’ o ‘non’.
Il Comunicato è stato pubblicato ed è scoppiato il caso. Dopo neanche 12 ore dalla pubblicazione il Signor Zanetti ci ha scritto una mail dai toni poco concilianti in cui ci intimava di pubblicare entro 48 ora la sua smentita, pena una querela. Nella smentita, pubblicata anche sul suo blog personale, il Signor Zanetti rispondeva ai punti dell’articolo uno per uno, confutandoli.
A questo punto il collaboratore ha capito la situazione ed ha chiamato il Direttore Responsabile (io ero all’estero). Abbiamo chiamato l’Ufficio Stampa del Comune di Latina chiedendo delucidazioni.
L’Ufficio Stampa ha risposto in maniera evasiva e ci ha detto di rivolgerci direttamente al Frassi, dandoci addirittura il suo recapito cellulare, perché l’articolo era stato mandato dall’Associazione Prometeo di cui lui è Presidente.

Il Direttore chiama il Frassi che dice che l’articolo è stato scritto da una giornalista freelance di cui non vuole rivelare il nome, confermando comunque tutte le affermazioni dell’articolo. A questo punto il Direttore, sia per dovere di cronaca, sia per diritto di replica, ha ritenuto opportuno pubblicare la mail di smentita di Zanetti, avvertendolo via mail, spiegando l’accaduto e scusandosi anche per il collaboratore e fornendo l’indirizzo del mittente del comunicato inviatoci.

A sorpresa il Signor Zanetti ci ha risposto con una mail ancora più aspra, dichiarando di non aver mai dato l’autorizzazione alla pubblicazione (forse dimenticava la frase intimidatoria delle 48 ore che chiudeva, lapidariamente, la sua precedente email) che il suo scritto doveva ritenersi privato (e che già era pubblicato in chiaro sul suo blog), e dicendo che comunque, visto che la sua immagine era stata danneggiata, avrebbe fatto ricorso alle vie legali, mandando in copia la mail al suo avvocato.

A questo punto, visti i toni, abbiamo deciso di togliere tutto dal nostro sito, l’una e l’altra campana, dato che entrambe non sembravano aver interesse ad altro se non a massacrarsi a vicenda usando il nostro giornale. Tra l’altro la ‘faida’ non è neanche di nostra competenza territoriale, in quanto di altre Regioni italiane.

Speravamo anche che il chiarimento del direttore, che comunque ha cercato di rimanere fuori dalla polemica, chiudesse questa vicenda, ma ancora oggi troviamo e ci segnalano blog in cui veniamo messi in mezzo dai sostenitori di Zanetti. Ancora oggi (4 settembre 2010) uno di questi ci invia l’ennesima segnalazione di un suo post che ci riempie di insulti ed accuse gratuite.

Abbiamo peccato di ingenuità, è vero, ma non solo ci siamo scusati, abbiamo anche fatto sparire il motivo del contendere dal nostro giornale per evitare speculazioni, visto che siamo stati palesemente ‘strumentalizzati’ da queste persone. Ma da qui a dire che prendiamo soldi, siamo in combutta o farci passare per degli idioti, ce ne vuole. Ci vorrebbe un po’ più di rispetto per chi questo lavoro cerca di farlo al meglio, senza padroni e partiti alle spalle, senza accettare condizionamenti e per questo senza avere un euro di finanziamento. Chi ci accusa di queste cose, in base a dei non specificati sento dire del tam tam dei blogger, forse farebbe meglio ad informarsi.
In un Paese in cui il giornalismo è servo, ci rendiamo conto che non solo non si riesce più a distinguere chi non lo è, ma si è pronti a mettere chi non c’entra niente alla gogna, senza neanche informarsi sui fatti.

Noi non conosciamo né Frassi né Zanetti, ma in questa storia entrambi non sono stati corretti loro per primi con noi.
Ma no, si è preferito fare lo stillicidio postando commenti accusatori nei nostri confronti in vari blog e aizzando gli animi contro di noi, persino dopo quasi due mesi dalla cancellazione dell’articolo che online sarà rimasto sì e no 48 ore!

Questa mia, che è anche un po’ uno sfogo, è per far capire come sono andate le cose e che l’unica colpa del nostro collaboratore è stata quella di fidarsi di un indirizzo istituzionale, fermo restando che poi ci siamo attivati a cancellare subito il comunicato, a chiedere scusa per l’ingenuità e a pubblicare la replica del Zanetti.
Non è bastato ai blogger che sostengono Zanetti, più realisti del re.
Noi continuiamo a fare il nostro lavoro, gratis, perché ci crediamo. Spero solo che qualcuno dei nostri detrattori, prima di attaccarci ancora, si informi meglio.
Saluti,
Francesca Marrucci
Direttore Editoriale Punto a Capo Online

Egregia Direttrice;

Innazitutto le offro le mia solidarietà per gli attacchi che riceve da blog che Lei sostiene essermi vicino ma, al contempo, le preciso che non ho nessuno accanto a me se non la mia testa. Non escludo che qualche blogger (che non conosco) possa avere preso in autonomia una posizione molto critica nei vostri confronti, ma non capisco perché lei faccia risalire a me la responsabilità di ciò. Se Lei crede che io manovri le persone (o che le paghi) si sbaglia di grosso. Non possiedo questa dote, sempre ammesso che questa qualità possa essere chiamata così.

Visto che gli avete citati gradirei tornare sui fatti.

Il giorno 29 Giugno mi trovo sul vostro giornale un articolo gravemente diffamante della mia persona. Questo articolo contiene false informazioni contro di me, falsità che voi con una breve ricerca su google avreste potuto facilmente verificare (il mio attuale blog sarebbe stato trovato, e con esso l’ordinanza di sequestro in cui erano specificati i reali capi d’imputazione) e cosa faccio? Faccio quello che prevede la legge ed il buon senso, vi chiedo di toglierlo e di pubblicare una smentita che chiaramente non é la mail che vi ho mandato.

Poi nel mio blog passo alle spiegazioni, a cercare di toglierli di dosso il fango che una mano (ancora per poco anonima) mi ha gettato addosso con il vostro aiuto.

Voi dite che Il mo post sul mio blog é simile alla mail che mi ho mandato? E allora? Io nel mio blog scrivo quello che mi pare, ma senza la mia autorizzazione voi la mia mail non dovevate pubblicarla. La legge dice questo, ma comunque sappiate che su questo ci passerò sopra dal momento che lo considero un chiaro malinteso

Resta il fatto che sulla mail io vi chieda di togliere il post e voi non lo fate, poiché il post resta in rete ancora per un giorno e viene visto da mille e passa persone. Mille e passa persone che ora crederanno che Io, Zanetti Stefano, sia un pedofilo, uno stalker etc… Mi scusi dott. ssa Marucci, ma se su Repubblica (cito un giornale a caso) appare un articolo in cui si dice che Lei é una poco di buono non si arrabbia? Lei non querela? E quando il direttore le risponde che erano in vacanza, che il redattore non ha controllato, che va bè, in fondo non é successo nulla, lei che fa? Me lo spiega per cortesia?

Non solo. La mia replica viene accostata a quel delirio mascherato da articolo che Voi avete pubblicato come fosse una semplice risposta in un dibattito tra intellettuali, come se non si stesse parlando della mia persona, della mia vita, della mia immagine, della mia famiglia… Ma si rende conto o mi sta prendendo in giro dottoressa?? Lei quel pezzo doveva toglierlo come Repubblica (sempre presa come esempio) dovrebbe togliere all’istante un pezzo che in cui lei é diffamata, in cui la sua persona viene vilipesa ed ingiuriata, accusata di gravi reati  che lei non ha minimamente commesso 

Dopo 48 ore il pezzo viene finalmente tolto e, devo riconoscerlo, mi viene offerto da Voi quello che vi avevo chiesto. A quel punto (senza che ne avessi obbligo), per pura cortesia, modifico il mio post il corvo di Latina (limando alcune cose contro di Voi) e censuro qualche commento troppo duro contro Paconline. Di questa collaborazione terrò  ovviamente conto in sede giudiziaria sebbene ciò, ne converrete con me, non cancella totalmente le vostre responsabilità. Compito del giornalista é informare, ovvero riportare notizia vere, non diffamare un onesto professionista che ha cercato di fare quello che dovreste fare voi. Poi va da sè che la vostra colpa resta in parte marginale in questa brutta faccenda.

Volete fare giornalismo? Benvenuti signori, il mio blog e quello di Ugo sono a vostra disposizione.

Per qualsiasi altro chiarimento sono a sua disposizione Dottoressa. Eviti solo, per cortesia, di scrivere ancora che io “ approfitti della linea del giornale e la sfrutti per fini tutt’altro che limpidi”. Questa frase vede oltre ad essere errata é anche piuttosto ridicola. Sinceramente non vedo come possa Paconline essere utile alla mia battaglia di verità e giustizia.

Detto con tutto il rispetto chiaramente. 

Dott Zanetti Stefano

  

 

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Il sito Zeus News parla del mio caso

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Piccole soddisfazioni

Ho scoperto con sorpresa che il mio fu blog é stato citato come fonte da Wikipedia 

http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:GreenCloud/Prova

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Ancora il Blogger Ugo sul corvo di Latina

agosto 2, 2010 1 commento

Il Blogger Thomas Morton parla del mio caso

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Il giornale il Fatto Quotidiano sul mio caso

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